E’ stato progettato da Grmimshaw Architects, nel 2018, come prolungamento, anche se staccato, del terzo aeroporto più frequentato della Malaysia, nella località di Penang. L’espansione del terminal internazionale aveva come obiettivo quello di aumentare  la quantità di passeggeri che l’aeroporto avrebbe potuto ospitare, e, al tempo stesso, creare uno spazio confortevole dove trascorrere il tempo in attesa di un volo. In questa architettura si è ricercata la massima flessibilità e efficienza della costruzione.

Le tre chiavi di lettura preponderanti sono:

Shape, in quanto la copertura modulare prefabbricata è l’elemento che contraddistingue in modo particolare l’architettura; dalla forma rettangolare presenta delle deformazioni puntuali, si presenta come un ”velo” che è stato ondulato e posizionato sullo spazio andando a delimitare l’area dell’architettura, sotto la quale si svolge la vita aeroportuale. La copertura sembra essere stata plasmata ed è l’elemento che, a mio parere, grazie a questa movimentazione fluida, caratterizza maggiormente questa architettura.

Wireframe, dal momento che la struttura che sostiene la copertura è ben visibile sin dall’esterno e la si può ripercorrere all’interno dell’aeroporto: sorregge il tetto attraverso dei “rami” che vanno poi a raccogliersi e trasformarsi in pilastri regolari che delimitano lo spazio, sorreggono la copertura e ricordano degli alberi.

Discretize, in quanto all’interno dell’architettura si può riscontrare la ripetizione di due elementi che la caratterizzano profondamente, ovvero la struttura che sostiene la copertura e crea una trama geometrica ripetuta e il tetto stesso che grazie a una particolare texture permette il passaggio e filtraggio della luce esterna.